giovedì 20 febbraio 2014

caro Beppe Severgnini

articolo originale di Beppe Severgnini

Un bell'articolo davvero. Molte cose sono condivisibili. Tuttavia ci sono alcuni aspetti che vorrei approfondire.

Che bella la visione dell'articolista che ha delle riviste. Una visione romantica, mi piace, ma dimentica tutta una serie di schifezze. Lo sfruttamento in massa di manovalanza poco qualificata spesso non pagata o retribuita in maniera ridicola e con tempistiche vergognose. Ovviamente non viene premiato il più bravo, ma spesso il più viscido.
Vero, l'egoismo delle persone, lo specchiarsi è un aspetto tangibile, spesso sottovalutato. 

Caro Beppe (scusa questa licenza che prendo), tu sei un giornalista di spicco. Ti è sfuggito che tutti i datori di lavoro vorrebbero un programmino ed un tasto solo eliminare un sacco di personaggi ed avere un prodotto senza deviazioni. Un'idea, una linea che si trasforma in qualcosa di concreto. Si tratta di una richiesta continua. 
Inoltre temo che i tempi in cui facevi gavetta tu siano completamente differenti da quelli attuali e quindi la tua interpretazione potrebbe essere non troppo aderente alla realtà sebbene condivisibile a livello generale.

Per avere qualità nelle notizie bisogna che le persone siano qualificate e che ci sia un avanzamento meritocratico e non doti di lecchinaggio avanzato o parentele influenti.

Pur stimando alcuni di voi professionisti del settore, spero che la categoria venga spazzata via. Ma non per voglia di rivalsa, o sete di vendetta sopita, mi rendo conto che la conduzione e l'andazzo sta favorendo la mediocrità e questo implica un'estinzione più che probabile a causa di scelte infauste. 

Tu Beppe scrivi col cuore e con passione. Sei bravo nell'esprimere e delinare concetti e contorni. Sei essenziale e romantico al medesimo tempo. Il tuo italiano è scorrevole, facile, alla portata di tutti. Vorrei invitarti però a leggere i giornali, ad ascoltare i telegiornali. Sono zeppi di notizie faziose, orientate, dicono una cosa, nascondendone un'altra almeno altrettanto importante, si perdono in cavolate per fare cassetta.

Credo sia giunto il momento ormai non più procastinabile, di dire le cose come stanno. Ma come può accedere alle notizie se gli scaldasedie sono stati messi lì proprio per non nuocere? Chi dovrebbe aver la voce per ribaltare la situazione se chi è al posto giusto non sa neppure svitare una lampadina? 

Mi permetto di aggiungere che mi piace come scrivi e vorrei non cambiassi mai rotta!

mercoledì 20 novembre 2013

Le responsabilità

Chi ci governa ed è stato eletto deve e ripeto deve comprendere una cosa importante. Il tempo dei giochetti, dell'arroganza è finito. Bisogna parlare con la gente, essere trasparenti, saper gestire la responsabilità di occupare una poltrona che decide il futuro di tante troppe vite.
Nessun cambio di casacca in corso, nessuna arroganza, ma dialogo e maniche rimboccate!
A quando il prossimo Pietro Micca?

martedì 15 ottobre 2013

lo scalpore

Ci sono titoli che dovrebbero essere d'impatto, ma in realtà sono una vera e propria presa in giro per il lettore.

Già perchè la scoperta dell'acqua calda non andrebbe sbandierata, o almeno potrebbe essere giustamente interpretata in maniera differente.

Oggi sulle locandine proclamato il fatto che le autorità abbiano scoperto delle case in cui esercitavano delle prostitute. Accidenti: una notiziona che farebbe rabbrividire il CERN!!!  L'informazione in realtà esiste, ma non è proprio quella che si vuole mettere in luce...

Il fulcro di tutto è che finalmente le autorità competenti si sono mosse intervenendo su una situazione palese a tutti i cittadini. Il segreto di pulcinella perchè basta guardare gli annunci su internet per capire. Non è che tutte queste escort ricevano in un camper!

 Altro che scoop! L'evento è che finalmente si sono mossi coloro i quali dovrebbero già sapere prima di noi certe cose...ah già, ma noi siamo il paese dove Striscia la Notizia mette in luce il problema e poi l'autorità ogni tanto interviene......

venerdì 23 agosto 2013

L'Italia a rotoli (economia casalinga)

Non sono sicuramente un economista di fama mondiale, ma i conti in casa li faccio tornare (sebbene con ampi salti mortali).

 In molti storceranno il naso, ma tutti quelli che lo fanno, o tutti  coloro che ci governano, avranno mai provato a far quadrare il bilancio famigliare?

A fronte di questo sto notando come, purtroppo, per le grandi società, l'unica cosa che conta sia il bilancio. Capisco. Tuttavia ci dovrebbe essere uno stato pronto a soccorrere i propri cittadini, invece di massacrarli con balzelli.

Vi faccio un esempio che molti di voi reputeranno stupido, ma vi invito a riflettere.

Ipotizziamo che io sia un grande costruttore di auto (giusto per citare qualcosa di estremamente casuale).
Noto che il costo dei lavoratori risulta sproporzionato rispetto a quello che è nei miei piani di imprenditore. Il mio compito sarà quello di ampliare i margini di guadagno. Mossa logica e conseguenziale sarà quella di cercare un paese ospitante con manodopera a basso costo e perchè no, agevolazioni per costruzione di capannoni ed altre aree di pertinenza. Nulla da dire.
Ma qui deve entrare in scena lo Stato. Lo scrivo maiuscolo perchè è un istituzione che deve avere voce! Quindi tutti coloro che siedono su poltrone di governo devono rimboccarsi le maniche salvaguardando i cittadini.
 Proseguendo con l'esempio di cui sopra immagginiamo che io costruisca in Italia una vettura media gamma: prezzo al pubblico 15000 euro. Costo puro dell'auto  alla fabbrica 8000 euro. (ovviamente le cifre sono inventate).
A questo punto sposto le mie attività nell'Antanistan, le mie vetture medie costeranno 4000 euro. Prezzo in Italia 15500.  Dal punto di vista imprenditoriale tutto ineccepibile. 

Lo Stato a questo punto dovrebbe intervenire e parlarmi. "Caro imprenditore, hai sempre ricevuto sovvenzioni da noi, ora per motivi di bilancio sei andato all'estero, chiudendo le fabbriche nel nostro paese, lasciando a casa tantissime persone con ovvio aggravio per l'Italia. Vendi  le auto al prezzo che desideri, ma 1500 euro (ad esempio) devi destinarle in un fondo che verrà spartito mensilmente a tutti coloro che hai lasciato a casa". Già perchè tutte quelle persone, centinaia e centinaia, hanno contribuito al tuo successo, ad arrivare dove ora sei e di guadagnare.

Il mio bilancio come costruttore ne risentirebbe e verosimilmente dovrei aumentare il costo delle mie auto medie, a quel punto non sarei più competitivo nella nostra nazione e sarei costretto a lasciare il mercato.
Ok, il mio punto di vista è semplicistico, si potrebbe obiettare che basterebbe quindi, una volta portate le fabbriche all'estero, far figurare l'azienda come non italiana...Un inseguimento di escamotage. Ma qui forse, coloro i quali si definiscono veri economisti, potrebbero produrre punti di vista migliorativi, invece della solita aria fritta spendibile in tv, ma non al mercato della frutta.

Riflettiamo però su un punto. Maggiore sarà il numero di persone che le aziende lasceranno a casa, più lo stato dovrà soccorrere e maggiormente aggraverà il proprio bilancio. 
Siamo sicuri che non sia giunto il momento di farci sentire?
Siamo certi che non sia l'ora di smantellare una marea di apparati inutili e dannosi?

mercoledì 31 luglio 2013

Gli spacchettamenti




            Ci siamo, siamo alla resa dei conti.  Anzi i conti non tornano assolutamente e per questo le grandi menti che ci governano stanno pensando ad una mossa a sorpresa. Sì, vero, così non si può andare avanti, ma neppure le soluzioni proposte risultano essere soddisfacenti.
Prendiamo ad esempio il Comune di Genova che ora, in crisi nera di bilancio, sta mettendo in pratica una politica miope: la vendita delle proprie aziende.

Lo sappiamo tutti quanti che se ci sono dei problemi famigliari, spiccioli, si può sempre vendere qualcosa per tappare un buco, ma poi in questa maniera, pur restando momentaneamente a galla, si finisce per impoverircisi. Se ad esempio possediamo una sola auto, e la vendiamo per fare cassa, affinchè si possa rimediare ad una spesa imprevista,  saneremo realmente il buco di bilancio che si verrà a creare, ma poi andremo a piedi.

Così sta facendo il Comune di Genova, così ha fatto ad esempio Telecom. Ma la privatizzazione all’italiana non va assolutamente bene e dev’essere messa alla gogna. Il motivo è semplice. Il sindaco del capoluogo ligure ha deciso di vendere le proprie aziende. Diciamolo in termini poveri, come si dice da queste parti, un tapullo, ovvero una pezza. Già, ma i cittadini dovrebbero essere messi a conoscenza su alcuni aspetti. Se l’ente pubblico aliena le proprie braccia operative non sarà più in grado di muoversi con autonomia. Tutti ben sappiamo che non tutti i rami sono appetibili dalle aziende private e quindi via allo spacchettamento.
E come andrà a finire? La soluzione è facilissima, perché è stata già percorsa in maniera fallimentare. Le parti succulente finiranno a basso prezzo (e tutti si chiederanno a posteriori come mai!) in mano a privati, mentre i settori in rimessa resteranno in carico al Comune (e quindi ai cittadini). Il bilancio, nel brevissimo periodo, riceverà probabilmente una boccata d’ossigeno, ma sul lungo termine (ma neppure tanto lungo), l’ente pubblico sarà costretto nuovamente ad alzare bandiera bianca.
Quando gli occorreranno dei lavori nei settori alienati sarà costretto a pagare a prezzi di mercato gli interventi e quindi i soldi che avrà incassato dalla cessione serviranno forse per quello. Ma quanto durerà? Se non si produce, non si alimenta, non si possono sempre imporre tasse ai cittadini. E le parti che non rendono? Che fine faranno? Le persone che verranno messe in questi contenitori potrebbero essere accompagnate alla pensione se hanno una certa età, diversamente resteranno in carico a? Dai è facile!
Sia che vengano aiutati con gli ammortizzatori sociali, sia che permangano in scatole vuote all’interno pagati senza far nulla, tali oneri ricadranno sui cittadini.
Possibile che ci sia tanta cecità? Possibile non accorgersi che questo tipo di politica non è a favore della gente, ma una “marchetta” per aiutare qualcuno? Si tratta di un ennesimo scippo!
Credo sia finito il tempo in cui il sindaco ed il suo gabinetto decidano sentendo le correnti politiche. Deve arrivare il tempo in cui il primo cittadino debba spiegare, giustificare alla gente, scendendo in pizza, parlando con tutti, squilibrati e sani, tutti! Le decisioni vanno spiegate e soprattutto bisogna aver risposte solide nei confronti di chi fa domande pertinenti. Probabilmente sembrerà un non agire, ma verosimilmente è un modo per trovare una soluzione diversa rispetto a questo teatrino.

lunedì 1 luglio 2013

bene o male

uccide il ladro

Ora tutti a piangere per quel tipo che si è introdotto in casa di altri armato.
La magistratura deve giustamente accertare celermente che le cose siano andate davvero così, e il padrone di casa si sia davvero voluto difendere.
Nel caso in cui si fosse veramente difeso, il primo che si mette a piagnucolare per il cadavere, deve essere sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio o indagato, perchè quel ragazzo non doveva essere lì e neppure compiere quei gesti.
Magari la penso male. Voi che ne dite?

mercoledì 12 giugno 2013

Caro Beppe....

Caro Beppe,
davvero credevi che tutti quelli che sono saliti sul carro con te fossero tutti fedeli e convinti? Eri davvero illuso di vedere persone devote alla causa?
Io credo di sì.
Ma di fronte al denaro, alla consapevolezza di aver raggiunto un traguardo insperato ed incredibile, di fronte ad una posizione privilegiata ed invidiabile, fanculo il movimento, fanculo (che è peggio) gli elettori ed i programmi. 
Come tutti quelli che cambiano idea politica non appena eletti dovrebbe valere la coerenza. 

Tu parlamentare non sei stato assunto a tempo indeterminato, sei stato proposto e votato affinchè tu possa lavorare in nome e per conto dei cittadini. Supportato e distaccato dalla vita quotidiana, stipendiato lautamente, proprio per curare al meglio il bene comune. Se decidi di cambiar bandiera, perchè rietieni che il partito X ha idee migliori e più confacenti al tuo modo di pensare, nessun problema. Ti dimetti da parlamentare, sposi la nuova causa ed attendi la nuova tornata elettorale e difendi ed affermi le nuove posizioni. 
Troppo facile, una volta conquistata la poltrona, saltare da uno schieramento all'altro.

Comunque, caro Beppe, le persone si scannano per molti meno soldi, commettono oscenità (no, non ho sbagliato termine) per un posto al sole dietro le sbarre in un vicolo cieco c'è pieno il mondo, figuriamoci se davvero si raggiunge un posto in prima fila.

Spero solo che il popolo si renda conto di questa grande vergogna!

Mi ripeto.
Una persona che va in parlamento sa già quello che deve e non deve fare, come da programma. Il resto sono discorsi inutili. Non ti stanno bene le imposizioni del tuo movimento o partito (qualunque esso sia)? Ti devi dimettere, non cambiare gruppo! Basta con questa pagliacciata!


ps

Un post su FB di Selvaggia Lucarelli (non Zichichi o Dario Fo), con tutto il rispetto per la show girl, ottima attrice di teatro (non ho nulla contro di lei sia chiaro) ha ricevuto oltre duecento repliche su un argomento assai frivolo. Questo, che tocca temi molto più seri e di interesse nazionale, non verrà considerato.
 Non è sul post della Lucarelli o contro di lei che mi voglio scagliare, ma è la semplice valutazione del fatto che troppe cose importanti passino sotto i ponti senza lasciar traccia.